Milano è spesso vista come una meta di passaggio per chi giunge nel nord Italia.  Giusto il tempo di uno shopping in centro o un pellegrinaggio alla mecca del calcio italiano, lo stadio di San Siro, e poi via verso le suggestive acque del lago di Como o del lago di Garda, con la loro promessa di relax e bellezza. Eppure anche il capoluogo meneghino un tempo si specchiava nei suoi numerosi percorsi d’acqua, tanto da somigliare a una piccola Venezia o un Amsterdam con più nebbia.
I navigli di Milano sono ancora adesso una delle principali attrazioni della città, attirando migliaia di visitatori affascinati dal’inaspettato lato romantico della città dei business men.
Un tempo questi canali che raggiungono il cuore del capoluogo lombardo – e un tempo collegavano Milano direttamente alla Svizzera – rappresentavano un’importante via commerciale; ogni milanese che si rispetti sa ad esempio che attraverso il sistema dei navigli è stato trasportato il pregiato marmo dalle cave di Candoglia fino alla fabbirca del Duomo, simbolo incontrastato di Milano. Gli abitanti della città sono dunque affezionati ai loro navigli e, lo scorso ottobre, la giunta comunale ha deciso di avviare un progetto per la riapertura di 2 km di canali, dopo che nel 2015, anno in cui Milano ha ospitato l’Expo, venne inaugurata la riapertura della Darsena, il bacino d’acqua artificiale, che fungeva da rimessaggio delle imbarcazioni che navigavano i navigli lombardi.

Ma come si presenta il quatiere dei navigli? Andiamo quindi a scoprire le meravigle nascoste intorno alla Milano acquatica e tutto quello che un turista può fare da quelle parti

Come raggiungerli

Quando si parla del quartiere navigli si intende la Darsena, il porto di Milano adiacente a Piazza XXIV Maggio, le vie del Naviglio Grande e il Naviglio Pavese – che collegava la città direttamente con Pavia. Si può raggiungere in tram da piazza Duomo, in autobus (con le linee 60 e 94) oppure in metropolitana, scendendo alla fermata Porta Genova della linea 2.

Fame?

I Navigli sono pieni di bar, piccoli locali e trattorie dall’atmosfera unica. Alcuni conservano lo spirito popolare  del quartiere, altri invece puntano su un’offerta innovativa e originale, più al passo con i tempi insomma. Sui navigli hai quindi solo l’imbarazzo della scelta. Ecco  tre tipologie di ristoranti in cui puoi imbatterti

Seafood

Esperti nella lavorazione  del pesce fresco, la FoodLab ha saputo nel tempo conquistare una fetta sempre più ampia di clienti affezionati. Il loro cavallo – o pesce? – di battaglia è il salmone cucinato con le tecniche più raffinate.
Il ristorante è aperto dal lunedì alla domenica dalle 11.00 all’1.00.

Tano passami l’olio

Non chiedete a Tano di passarvi il burro o di farvi un soffritto con cipolla o aglio. Nella sua cucina c’è solo l’olio, ma di almeno 40 varietà differenti. Tano Simonato  e la sua cucina sono un’istituzione dei navigli e la semplicità – solo apparente – dei suoi piatti ha saputo conquistare persino una stella Michelin. Il ristorante è aperto dalle 20 alle 23.30 ed è chiuso la domenica.

Trattoria bolognese da Mauro

Aperta dal 1969 questa trattoria è un vero viaggio nel tempo nei sapori di una volta. I piatti sono quelli della tradizione emiliana e potrete anche assaggiare la pasta fresca rigorosamente
tirata a mano con la macchina a manovella
La trattoria è aperta da martedì a venerdì dalle 20.00 alle 00.00 e nel weekend anche a pranzo dalle 12 alle 14.30.

Beviamoci una cosa

Dopo una buona cena ci vuole un digestivo in un posto carino. E i navigli sono il posto perfetto per andare alla ricerca del bicchiere della staffa. Tra i locali che lambiscono le acque del canale ci sono bar che hanno fatto la storia di Milano e nuove star della notte meneghina, contraddistinte da una sana voglia di stupire e incuriosire con scelte che hanno sempre un tocco artistio e un po’ bohemien

Sacrestia

Si autodefinisce “Farmacia Alcolica”. Questo locale in via Conchetta 20 è uno dei centri della movida alternativa milanese, con il suo stile retro e un’offerta che non si limita al cocktail o l’apericena, ma si estende alla musica dal vivo. Sul piccolo palco del locale si è esibita gran parte della scena indie rock milanese, rendendo queste luogo un piccolo “santuario” non solo per grandi bevitori.

Il Secco

Di recente apertura – circa due anni fa – questo piccolo locale è un’enoteca con mescita milanese. Propone esclusivamente vini spumanti italiani, come il Prosecco, il Franciacorta, il Trentodoc e l’Alta Langa. L’idea è nata a quattro amici molto attivi nella cultura della città – uno di questi è anche un editore di fumetti, un altro è il vincitore del premio letterario Campiello di qualche anno fa – e la loro personalità traspare in ogni dettaglio del posto.

Le Trattoir alla Darsena

Ritrovo di artisti e intellettuali, il locale si trovava prima nel quartiere di Brera. Nel 2002 si è trasferito all’interno di un palazzo che era casa daziale nell’epoca della dominazione spagnola. Simbolo di in un certo modo di vivere la notte, Le Trattori ha preservato la sua natuta di punto di riferimento di una scena culturale underground milanese.

Cibo per la mente

Si dice che con la pancia piena sia più facile ragionare e disquisire di massimi sistemi. E in zona Navigli, oltre al corpo possiamo nutrire anche la mente. Oltre ad essere ogni anno la sede del mitico Fuori salone, la parte trendy – e gratuita- del Salone del Mobile di Milano, il quartiere ospita infatti diversi spazi culturali e musei

Base

Nato un anno fa, Il Base è un incredibile centro polifunzionale che recupera i luoghi che furono dell’ex acciaiera Ansaldo. Questi spazi immensi accolgono corsi, laboratori , eventi culturali, e diventa anche residenza per artisti, coworking e luogo dove organizzare feste e mostre.

Mudec

Proprio di fronte al Base, abbiamo questo nuovissimo museo etnografico dedicato alle diverse testimonianze e culture del mondo. Pensato all’inizio degli anni Novanta, il progetto ha preso forma solo in questi anni, con un necessario ripensamento nel progetto, alla luce dei mutamenti socio-economici avvenuti negli ultimi vent’anni. Qui si possono ammirare più di 7.000 opere d’arte, tra oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da tutto il mondo

Armani Silos

Non lontanto dal Base e dal Mudec, abbiamo l’Armani Silos, lo spazio dove il famoso stilista Giorgio Armani ha deciso di allestire la mostra permanente dei suoi abiti più famosi, in una rigorosa sequenza cronologica.  Si possono quindi ammirare le creazioni che hanno reso Armani il quinto uomo più ricco d’Italia e che lo hanno portato a essere bandiera dello stile italiano nel mondo, insieme a brand come Gucci e Valentino.

A questo punto non ti resta che dare un’occhiata ai nostri appartamenti in zona navigli e prenotare la tua prossima gita nella città d’acqua che non ti aspetti.