È la Liguria terra leggiadra.
Il sasso ardente, l’argilla pulita,
s’avvivano di pampini al sole.

Con questi versi Vincenzo Cardarelli nel 1936 apre la sua poesia Liguria, dedicata alla regione a lui più cara; ancora oggi, quasi cento anni più tardi, non possiamo che condividere il suo pensiero per questa lingua di terra stretta e affusolata, circondata da verdi montagne e affacciata sul mare turchese di una bellezza naturale senza pari.
Le quattro città e gli infiniti borghi liguri hanno fin da sempre ispirato poeti, autori e artisti italiani e internazionali proprio per il loro coinvolgente e ammaliante valore culturale ed estetico che trasudano costantemente.
Chi ama le vacanze attive, dettate sì dal relax ma anche dal sano sport, scegliendo la Liguria quale meta di destinazione avrà una scelta più che vasta per quanto riguarda l’attività fisica: escursioni, trekking, mountain bike e free climbing solo per citare qualche esempio.
La morfologia ligure è piuttosto frastagliata e discontinua ma, proprio per questa sua peculiarità, vanta numerosi itinerari da percorrere tra il mare e i monti.
In questo articolo sono riassunti alcuni tra percorsi, passeggiate, escursioni, piste ciclabili e sentieri da noi ritenuti più caratteristici e assolutamente da non perdere per avere un assaggio autentico della regione ligure.

Itinerari nello Spezzino

La provincia di La Spezia è un susseguirsi continuo di perle, prime fra tutte le universalmente famose Cinque Terre. I paesaggi mozzafiato, le atmosfere in pieno stile medioevale e le spiagge dorate con acqua cristallina di questa porzione di terra ligure nell’estremo Levante incantano chiunque abbia la fortuna di attraversare le sue terre.

  • Il Golfo dei Poeti


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 6 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


L’itinerario si articola attraverso un ameno paesaggio viticolo e due aree protette riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, ovvero il Parco Regionale di Porto Venere e il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Si parte dalla celebre Piazzetta Bastreri affrontando una rapida salita, sino a raggiungere la vetta che prosegue con una passeggiata con meravigliosi panorami sull’isola di Palmaria e la costa sottostante. Il percorso attraversa le località di Campiglia e Telegrafo dove si ha la possibilità di ammirare un’antica fortezza militare prima di scendere in direzione di Riomaggiore, attraverso i vigneti e boschi del Sentiero 1 o “sterrato dei Santuari”, che conduce al paesino destinazione di Riomaggiore, celebre per il suo castello.

"Tutto invitava a meditare su strani pensieri e sollevandolo dalla quotidianità induceva a familiarizzare con l'irreale" (Mary Shelley)

“Tutto invitava a meditare su strani pensieri e sollevandolo dalla quotidianità induceva a familiarizzare con l’irreale” (Mary Shelley)

  • La Via dell’Amore


Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 30 minuti
Stagione migliore: tutto l’anno


Tantissime sono le coppie di innamorati di tutto il mondo che ogni anno si recano a Riomaggiore per intraprendere la romanticissima “Via dell’Amore”, il percorso ai piedi della montagna e più corto di tutto il sentiero azzurro. La bellezza del paesaggio e la facilità del percorso rendono questo sentiero uno tra i più amati tra tutti quelli delle Cinque Terre.

La via è facilmente raggiungibile da una scalinata in prossimità della stazione ferroviaria di Riomaggiore e giunge fino all’abitato di Manarola, da dove è poi possibile proseguire per altri itinerari; durante il tragitto è possibile sedersi su una delle diverse panchine per contemplare il paesaggio insieme alla persona amata.

  • Trekking da Corniglia a Vernazza


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 2 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Questo sentiero spettacolare collega i due centri abitati di Corniglia e Vernazza attraverso chilometri di vigneti e natura. Anche in questo caso lo spettacolo a picco sul mare è assicurato: passeggiare in mezzo alle viti e respirare la fresca brezza marina non ha eguali.

Si parte dalla stazione ferroviaria di Corniglia, dalla quale si raggiunge il centro del paese ligure. Da qui si intraprende l’escursione risalendo il sentiero n. 2 che costeggia i numerosi e antichi vigneti e supera le dolci acque del Rio Groppo. In località Prevo (quota 208 metri) il panorama leva il fiato a qualsiasi escursionista. Poco dopo il sentiero si biforca, ma entrambi i percorsi tornano ad unirsi dopo la graziosa località di Punta Palma. Avvistata la caratteristica torre a strapiombo sul mare si è giunti nell’amena Vernazza, una delle Cinque Terre.

"Dal porto di Vernazza le luci erano a tratti scancellate dal crescere dell’onde invisibili al fondo della notte." (Eugenio Montale)

“Dal porto di Vernazza le luci erano a tratti scancellate dal crescere dell’onde invisibili al fondo della notte.” (Eugenio Montale)

  • Il Sentiero Azzurro


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 2 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Dulcis in fundo: per molti questo è il tratto più affascinante di tutto il sentiero, percorribile in soli tre minuti con la linea ferroviaria e in poco più di 90 minuti a piedi.

Si parte da Via Vernazza in direzione della ripida salita che conduce al cimitero del paese: i muretti a secco caratterizzano questa antica mulattiera insieme ai terrazzamenti tipicamente liguri, risalenti a tempi antichissimi. Ben presto si raggiunge la quota di 105 metri sul livello del mare presso la località Costa Mesorano per poi proseguire, meno faticosamente, fino alla discesa che conduce a Monterosso. La vegetazione tipicamente mediterranea presenta qui ginepro e ginestra. Arrivati al punto di massima altezza, la vista panoramica dà sia sul porto di Vernazza sia su tutta la cittadina di Monterosso. Discendendo si incontra in località Punta Corone un antico bunker militare, prima che il sentiero si snodi conducendo da un lato a Piazza Garibaldi oppure dall’altro alla passeggiata sul mare.

Itinerari nel Genovesato

La provincia di Genova compresa tra Portofino e Cogoleto presenta una ricca e distinta ambientazione, unica in tutta la Liguria. Se ad Occidente la costa è stata fortemente antropizzata, l’orientale promontorio di Portofino risulta maggiormente impervio, seppure contraddistinto da un notevole livello di insediamento legato al fattore turistico di alta classe. Lo skyline costiero, contraddistinto da un’alternanza di rocce a strapiombo sul mare e folta macchia mediterranea, è incorniciato dalle dolci vallate dell’entroterra attraversate dai corsi d’acqua Scrivia e Trebbia.

  • Da Portofino a Camogli


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 6 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


L’itinerario da trekking che parte dalla celeberrima Portofino e termina nell’ameno antico borgo di pescatori Camogli si sviluppa interamente tra le meraviglie dell’area protetta del Parco Naturale Regionale di Portofino: un vero e proprio scrigno di tesori di natura paesaggistica e storica.

Il punto di partenza è via Fondaco dove, mantenendo la sinistra, si inizia a salire lungo la scalinata che conduce alla ricca vegetazione. Il sentiero, prevalentemente sterrato, prosegue fino a raggiungere la deviazione per la paradisiaca insenatura di Cala degli Inglesi. Dopo circa un’oretta si raggiunge l’antica base militare della II Guerra Mondiale “Base 0”, oggi punto panoramico prima della ripida discesa che arriva fino a San Fruttuoso di Camogli e la sua inconfondibile Abbazia di Capodimonte. Dalla parte opposta della spiaggetta si sale subito ripidamente tra i terrazzamenti coltivati a ulivo per poi ridiscendere sulla costa che regala panorami verso i fondali trasparenti. A Cala d’Oro si noterà l’antica torre di guardia. Poco più avanti si percorrono brevi passaggi dove occorre aggrapparsi a solide catene in acciaio e, in località Fornelli, si scorgono alcuni bunker bellici. Dopo due chilometri si arriva alla piazzetta di San Rocco; scendendo da una crêuza affiancata da casette e terrazzamenti si termina la gita a Camogli.

La seconda domenica di maggio si festeggia a Camogli la Sagra del Pesce: la padella di 4 metri di diametro frigge ben 30.000 piatti di pesce! Una sua copia è stata fabbricata in Giappone, a Yokohama.

La seconda domenica di maggio si festeggia a Camogli la Sagra del Pesce: la padella di 4 metri di diametro frigge ben 30.000 piatti di pesce! Una sua copia è stata fabbricata in Giappone, a Yokohama.

  • L’Acquedotto storico di Genova


Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 3 ore
Stagione migliore: tutto l’anno


Un classico per ogni genovese che si rispetti, il percorso che ruota attorno all’antico acquedotto di epoca romana presenta la peculiarità di poter essere intrapreso in diversi punti della città. Ciononostante per un tour completo, nonché in leggera discesa, è consuetudine partire dal borgo poco fuori città di Cavassolo, la prima frazione del comune di Davagna lungo il torrente Bisagno.

Si parte dal condotto riconoscibile dalla pavimentazione lastricata di pietre che lo ricopre in direzione di Genova. La realtà qui, seppur a due passi dalla città, è caratterizzata da natura verde, aria fresca e i classici muretti a secco liguri. Procedendo si incontrano numerosi pannelli esplicativi che indirizzano gli escursionisti sui diversi rii e borghi circostanti. Una volta raggiunto il Rio Torbido non si può non notare l’esile ponte medioevale che è giunto a noi sfidando nei secoli le piene del torrente. Più avanti si sovrasta il quartiere di Staglieno, celebre per il suo cimitero monumentale, fino a raggiungere piazza Manin, dove il tracciato dell’acquedotto prosegue fino a via Bertani, località dove il canale si divide in due bracci: il più antico, Castelletto, in direzione della spianata omonima, quindi verso la fontana del Molo e il secondo, Fucine, che attraversa villetta Di Negro e la centralissima Porta Soprana per terminare alla cisterna delle Grazie.

  • I forti Richelieu e Ratti sopra Genova


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 5 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


I forti che circondano Genova, costruiti anticamente per proteggerla dagli attachi nemici, sono un’ottima occasione per unire il piacere di una camminata nella natura urbana alla visita culturale di questi edifici in stile fiabesco.
Si parte dalla piazza della Chiesa SS. Annunziata del Chiappeto in località San Martino d’Albaro e si sale subito ripidamente lungo un’antica crêuza che, in dieci minuti, conduce alle cosiddette “grandi rocce”, punto panoramico per ammirare la vallata sottostante e il forte Richelieu, prima tappa del percorso.
Il percorso è facilmente intuibile: si sale lungo la strada sterrata fino a raggiungere la piazzola dove si “adagia” il forte. Da qui la vista è mozzafiato, Genova è ai propri piedi e nelle giornate più terse si riesce ad avvistare la costa corsa. Per raggiungere il forte Ratti, chiamato anche Monteratti, è necessario proseguire oltre il forte Richelieu in un tratto inizialmente pianeggiante e, successivamente, scollinare il monte che conduce alla sua vetta. In primavera gran parte del percorso è ricoperto da ginestre in fiore. Dal forte si ridiscende poi lungo lo stesso percorso per proseguire sino a Via Montelungo per raggiungere la chiesa di San Giorgio di Bavari.

"Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova" (Francesco Petrarca).

“Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova” (Francesco Petrarca). Fotografia di nimatar via FlickrCC

  • L’anello del lago del Brugneto


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 6 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Il lago artificiale del Brugneto si trova nell’entroterra di Genova all’interno del Parco Regionale del Monte Antola ed è l’ideale per un’escursione lungo il suo sentiero che lo costeggia per circa 13 km; i mesi autunnali sono forse i migliori per recarvisi, poiché regalano visioni e tramonti da cartolina caratterizzati dai tipici colori stagionali giallo e rosso.

Il percorso ad anello circoscrive il lago e inizia presso la diga artificiale, sulla riva destra del lago, diramandosi quindi in numerosi sentieri immersi nel bosco adiacente dove non è difficile scorgere la tipica fauna selvatica locale (ad esempio daini, cinghiali, donnole e caprioli). Il clima fresco e umido della zona ha dato vita a molti castagni e faggi, mentre ricco è il sottobosco dove abbondano la ginestra e la rosa canina. Durante la passeggiata si incontrano spesso anche zone attrezzate per un picnic o più semplicemente per un meritato riposo. Il punto di arrivo si trova sulla riva sinistra lacustre. Nelle vicinanze è ancora presente qualche antichissimo edificio, le “case celtiche”, famose per i tipici tetti di paglia e pietra.

Itinerari nel Savonese

Il territorio della provincia di Savona presenta una rete di sentieri che supera addirittura i 300 chilometri, incrociando antichi borghi medievali, laghetti, cultura, tradizioni popolari e prelibata gastronomia. I sentieri da trekking ed escursionismo che si sviluppano in questa terra sono diversi e si adattano a tutti, dagli esperti ai bambini, regalando sempre panorami sublimi a picco sul mare e angoli nascosti nelle zone meno costiere.

  • L’anello di Finalborgo e il sentiero napoleonico


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 3 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


La zona di Finale Ligure è rinomata, oltre ad essere meta prediletta per il turismo marittimo, per poter praticare sport outdoor, all’aria aperta. Conciliare lo sport con la storia non è possibile ovunque: qui addirittura lo si può praticare sulle antiche orme di Napoleone Bonaparte!

Si parte dalla porta antica di Finalborgo e, dopo un centinaio di metri, si incontra sulla destra l’inizio del sentiero napoleonico, realizzato verso la fine del XVIII secolo per permettere il transito delle artiglierie della “Grande Armee”, già itinerario medievale a sua volta ricalcato sull’antica via romana Julia Augusta. Salendo si raggiunge dopo poco la cappelletta Regina Pacis, punto panoramicissimo che domina su Finale Ligure. Proseguendo ancora si riesce a scorgere Borgio Verezzi e l’isola di Gallinara. Al bosco ci si arriva tramite un’antica mulattiera che termina sul selciato della chiesa di San Martino e del santuario Maria Regina Mundi. La discesa permette di scoprire le vecchie borgate di Verezzi, gli uliveti, i vigneti e i terrazzamenti tipicamente liguri. Per terminare l’escursione ad anello si rientra a Finalborgo passando attraverso il monte Caprazoppa.

Finalborgo ospita ogni anno il Salone dell'Agroalimentare Ligure, il cui fine è l'esposizione, valorizzazione e degustazione delle prelibatezze enogastronomiche regionali

Finalborgo ospita ogni anno il Salone dell’Agroalimentare Ligure, il cui fine è l’esposizione, valorizzazione e degustazione delle prelibatezze enogastronomiche regionali. Fotografia di giasco via FlickrCC

  • La traversata da Varigotti a Noli


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 3 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Il famoso e antico “sentiero del pellegrino” fu realizzato per mettere in comunicazione la Repubblica Marinara Indipendente di Noli con il Marchesato di Finale: i “balconi” panoramici testimoniano ancora oggigiorno il suo passato glorioso e storico.

Il punto di partenza è Via Vecchia per proseguire subito dopo su Via del Capo che, dopo l’antico borgo saraceno, sfocia in Piazza Cappello da Prete. Da Via al Castello, dal fondo acciottolato, si sale fino a raggiungere Via alla Costa dove è anche presente una nicchia con una Madonna. Cambiando direzione, verso destra, si arriva a Punta Crena, luogo simbolo della torre di avvistamento risalente al 1569: il panorama, nemmeno a dirlo, è spettacolare e spazia dal Levante al Ponente ligure. Un altro antico edificio, o meglio le rovine del castello dei Del Carretto distrutto dai Genovesi nel 1341, si trova lungo il percorso. Un tratto asfaltato conduce sino alla salita al Monte di Capo Noli e, salendo una rampa di scalini, il paesaggio si trasforma in un susseguirsi di profumati uliveti. Dalla vetta del monte si discende verso Noli, attraversando grotte e caverne, ricca vegetazione mediterranea, ulteriori chiesette e fasce.

  • L’isola di Bergeggi


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 3 ore
Stagione migliore: primavera o estate


Denominata dagli antichi Romani “antica insula liguriae”, l’isola di Bergeggi è un gioiello in mezzo al mare distante solo 250 metri dall’omonimo litorale ricoperto dalla florida macchia mediterranea.
Sul suo suolo è possibile scoprire i resti di un torre costruita in epoca romana, probabilmente adibita a faro per avvistare popoli nemici.

L’isola è protetta dall’Area Marina Protetta (AMP), pertanto le visite ed escursioni sono esclusivamente guidate, è consigliata la prenotazione e sono sia a piedi sia in canoa partendo dalla costa ligure. Tale “scrigno di biodiversità, storia e leggenda” offre ai suoi visitatori innumerevoli insenature, piccole baie paradisiache e grotte attraverso le quali i più sportivi potranno dilettarsi a pagaiare a bordo della canoa. Optare per un’avventura decisamente fuori dal comune tra le acque azzurro cristalline di questo tratto del Mar Ligure della Riviera di Ponente regala un’emozione unica, viste romantiche e tanta adrenalina: una gita alla scoperta della vita marina e sottomarina in canoa è rivolta sia ai professionisti sia ai dilettanti; si parte dalla spiaggia di Bergeggi per attraversare diversi punti dell’Area Marina, quali la Grotta Marina, Punta Predani, l’Antro delle Sirene, il Lido delle Sirene e Punta del Maiolo.

Un'escursione in canoa a Bergeggi dura circa due ore, durante le quali si visitano le grotte insulari e si fa il bagno nelle acque cristalline. I bambini sono sempre benvenuti

Un’escursione in canoa a Bergeggi dura circa due ore, durante le quali si visitano le grotte insulari e si fa il bagno nelle acque cristalline. I bambini sono sempre benvenuti. Fotografia di Joseph Brent via FlickrCC

  • La Via romana Julia Augusta


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 6 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Chi non può fare a meno di respirare cultura anche quando decide di praticare un po’ di sano sport troverà il giusto equilibrio tra storia e natura in questo itinerario, poiché ripercorre alcuni tratti della antica e romana via Julia Augusta che collega l’amena cittadina di Cervo alla celeberrima Alassio.

Si parte proprio dalla zona della chiesa dei Corallini e del Castello nella parte settentrionale di Cervo, proseguendo per la mulattiera che, superato un ponte, giunge al Parco del Ciapà. Qui la macchia mediterranea fiorisce rigogliosa e il panorama che si gode da capo Cervo domina la riviera ligure permettendo di immortalare tale bellezza con qualche scatto fotografico. Il Castello d’Andora si presenta sul percorso dopo un vario saliscendi, prima di addentrarsi nel tipico borgo ligure di Colla Micheri, anticamente stazione di sosta per i pellegrini. L’escursione prosegue e, lungo il percorso, si incontra un vecchio mulino a vento nella località di Capo Mele, ulteriore punto panoramico che domina sulle baie di Alassio, Laigueglia e Andora. Il sentiero sterrato si inerpica per l’ultimo tratto fino a Poggio Brea, prima di discendere ripidamente verso Alassio dove sono state allestite diverse panchine e zone picnic. Il famoso “muretto” è adesso a due passi.

Itinerari nell’Imperiese

Al confine con il territorio francese, ma ancora genuinamente italiana, la provincia di Imperia riserva numerose gioie a chi ama praticare trekking ed escursionismo. In un lampo si passa dalla frastagliata costa e le sue celebri località balneari alle irte vette delle Alpi Marittime. L’entroterra imperiese è un favoloso susseguirsi di caratteristici paesini, borghi e naturalmente sentieri tutti da percorrere fino all’ultimo metro.

  • Le streghe di Triora


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 5 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Triora, o meglio il “paese delle streghe” si nasconde tra le valli dell’Imperiese. Questa piccola borgata medioevale di circa 400 anime è famosa in tutta Italia per avere dato luogo nel lontano 1587 alla peggiore caccia alle streghe di tutti i tempi.

L’itinerario parte da Triora per esplorare la bellezza della valle Argentina, esattamente sulla strada sterrata che ospita i resti della chiesa di Santa Caterina, risalente al lontano 1390. Dopo aver passato alberi di castagno lungo la Valle del torrente Capriolo ecco che l’escursione prosegue verso la seconda tappa, Goina, un antico borgo adagiato in una valle incorniciata dalle irte vette delle Alpi Marittime. Si cammina adesso in un sentiero all’interno di un rigoglioso bosco in direzione di baite e il Passo della Guardia. Questo itinerario era già conosciuto nell’epoca del Bronzo e, nella vicina grotta del Petruso, furono ritrovati oggetti della popolazione micenea. Una volta raggiunto il Passo della Guardia si prosegue sul sentiero in direzione di Triora per un punto panoramico che domina sui paesi sottostanti.

Il paese è celebre per le streghe, poiché si credeva praticassero i loro riti nei boschi. Il prelibato "pane di Triora" si ricollega a questa leggenda: si dice che tra i vari ingredienti ci fosse anche la segale cornuta, il cereale infetto.

Il paese è celebre per le streghe, poiché si credeva praticassero i loro riti nei boschi. Il prelibato “pane di Triora” si ricollega a questa leggenda: si dice che tra i vari ingredienti ci fosse anche la segale cornuta, il cereale infetto.

  • La spiaggia delle Calandre


Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 1 ora
Stagione migliore: tutto l’anno


Questo percorso, seppur breve, si rivela piuttosto interessante e peculiare, dal momento che è uno dei pochi a coniugare il mare azzurro con la costa rocciosa nel Ponente ligure.

Il punto di partenza è il fiume Roja nella città di confine italo-francese Ventimiglia che, una volta superato, prosegue verso la bellissima passeggiata Marconi sino a raggiungere l’antica zona portuale della città in località Ventimiglia Vecchia. In questo punto ci si trova dinanzi a una vecchia costruzione abbandonata e, una volta lasciata alle nostre spalle, il percorso sul lungomare prevede una piccola salita per poi ridiscendere nuovamente verso la località che dà il nome all’escursione stessa: la sorprendente spiaggia delle Calandre. Al ritorno si può decidere se ripercorrere lo stesso itinierario oppure se dirigersi verso ovest, quindi ricollegarsi alla Via romana Julia Augusta che, seguendo alcuni suoi sentieri minori, arriva fino in Francia.

  • La pista ciclo-pedonale del Parco Costiero


Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 5 ore
Stagione migliore: tutto l’anno


Una tra le più lunghe in tutto il Mediterraneo, la pista è stata inaugurata nel 2008 e si snoda per 24 km sull’antico percorso ferroviario che collega San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, dismesso nel 2001. Prima tappa di un ambizioso progetto che mira alla costruzione di un itinerario dedicato al turismo lento dal capoluogo ligure sino alla città francese di Marsiglia, grazie alle sue peculiarità e originali primati nei campi della gastronomia, natura, paesaggio e clima potrà in un futuro non troppo remoto competere con le principali destinazioni del cicloturismo a livello europeo.

Tutto l’itinerario è prettamente facile e pianeggiante, costellato da diverse aree di sosta, accessi alle bellissime baie e spiagge, punti di ristoro e punti panoramici. Al momento le tratte sono cinque, precisamente:

· San Lorenzo al Mare – Aregai di Cipressa
· Santo Stefano al Mare – Riva Ligure
· Riva Ligure – Arma di Taggia
· Bussana – Sanremo
· Sanremo – Ospedaletti

La pista è stata strutturata in maniera tale da permettere, oltre al ciclismo, altre attività di tipo sportivo come ad esempio jogging, footing e pattinaggio. Ovviamente la pista è un’ottima occasione anche per chi preferisce rilassarsi con una passeggiata godendosi il panorama e il clima della Riviera di Ponente.

La pista ciclo-pedonale della Riviera ligure di Ponente il 9 maggio 2015 ha ospitato la partenza della prima tappa del Giro d'Italia 2015

La pista ciclo-pedonale della Riviera ligure di Ponente il 9 maggio 2015 ha ospitato la partenza della prima tappa del Giro d’Italia 2015

  • Passeggiando da Dolceacqua ad Apricale


Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 3 ore
Stagione migliore: primavera o autunno


Questo tipo di percorso si addentra nell’entroterra del Ponente ligure e conduce alla scoperta di natura, borghi avvolti nella storia e antiche tradizioni. Il sentiero prettamente medievale regala ai visitatori in ogni angolo esclusivi scorci pittoreschi.

L’escursione ha inizio nella piazza di Dolceacqua e subito si sale per i viottoli del suo centro storico che conducono tutti al Castello. Da questo momento il borgo medioevale è ai nostri piedi e, raggiunta una stradina sterrata, saliamo ancora lungo il crinale del Colle Bregesti: la natura avvolge completamente e il paesaggio diventa improvvisamente fiabesco. Dopo aver superato qualche albero di leccio ecco che spunta il Santuario della Madonna Addolorata dal quale si prende una strada carrabile che costeggia villette e campi, oltre a offrire viste panoramiche sulle Alpi Marittime. Il paese di Perinaldo è la prossima meta che si incontra dopo due ore di cammino; una visita al suo centro storico è obbligatoria. Apricale, meta finale dell’escursione, si raggiunge prendendo il bivio di sinistra a Perinaldo che scende verso il fondovalle. A metà strada si trova il Rio Merdanzo, attraversabile grazie al caratteristico ponte in pietra di epoca medioevale. Dopo circa tre ore dalla nostra partenza da Dolceacqua ecco che si raggiunge il borgo di Apricale, famoso in tutta Italia per la presenza di opere artistiche ritratte sui muri in pietra delle abitazioni.

Per tutto quello che le parole non riescono a descrivere, lasciamo lo spazio a questo video che immortala in qualche minuto l’intramontabile bellezza di questa regione..