Terra di abbondanza e umana generosità, quella del Piemonte è stata fin da sempre regione di confine tra il Bel Paese e la Francia, e se questa peculiarità traspare continuamente nelle sue eleganti città avvolte da un’atmosfera chic à la française, l’impronta italiana ha marcato nel corso dei secoli questo vasto territorio con tracce altrettanto forti, quali Slow Food, architettura e industria automobilistica.
Sebbene il capoluogo sia la destinazione più rinomata nella seconda regione più estesa d’Italia, una dovizia di cittadine e paesi un tempo territori feudali è pronta a meravigliare sia per la loro amenità campestre, spesso offuscata da quella toscana, sia per i sapori genuini della loro terra; non a caso il Piemonte risulta essere una tra le mete predilette dai sublimi intenditori di enogastronomia a livello internazionale e tour specializzati nel tema culinario vengono costantemente organizzati soprattutto nella zona delle Langhe.

Benvenuti a Torino, la prima capitale d’Italia

Torino con la Mole Antonelliana e le Alpi sullo sfondo

Torino con la Mole Antonelliana e le Alpi sullo sfondo. Foto di iStock

Un breve periodo, poco più di tre anni, ma ricco e intenso è stato quello tra gli anni 1861 e 1865 per la città piemontese che ha vissuto l’ebbrezza di essere la prima capitale del neo Regno d’Italia con a capo re Vittorio Emanuele II. A testimoniare questi anni capitolini vi sono gli ancora presenti edifici adibiti a uffici pubblici, capolista Palazzo Carignano il primo Parlamento d’Italia. Perfetto esempio di architettura in stile barocco in città, il Palazzo presenta una facciata sinuosa e spicca per la sua tonalità rossa. Al suo interno si incontrano studenti universitari in direzione dell’inglobata Biblioteca Nazionale Universitaria, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte.
Ci troviamo qui nel cuore di Torino, dove a soli pochi passi si possono scorgere il celeberrimo Museo Egizio, il Palazzo dell’Università degli Studi di Torino e svettare in alto la Mole Antonelliana, simbolo cittadino, ma anche i Giardini Reali, uno dei polmoni verdi torinesi; nei loro oltre 55.000 metri quadrati si intrecciano armoniosamente natura, arte e cultura e il tutto è visitabile con un vantaggioso biglietto unico. All’interno del complesso si trova l’Armeria Reale, che ospita una delle principali e maggiormente complete collezioni di armature provenienti da tutto il mondo insieme a quelle in esibizione all’Armeria Reale di Madrid e all’Armeria Imperiale di Vienna; nel 1997 il museo fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità.
Decisamente singolare è invece il neo museo di odontoiatria inaugurato nel 2008 all’interno della Dental School di Lingotto, dove sono esposte l’ampia collezione privata del Prof. Luigi Casotti, docente di odontoiatria nel XX secolo a Torino, e collezioni più recenti di dentisti contemporanei. Sede di conferenze e convegni nel settore odontoiatrico, il museo è attualmente il fiore all’occhiello della facoltà di odontoiatria di Torino.
Le relazioni tra Torino e la Francia sono sempre state assidue e abbracciano anche il tema del multiculturalismo; sebbene Torino diventi giorno dopo giorno una città sempre più ricca e diversificata in termini di popolazioni, lingue e tradizioni straniere, una delle prime comunità insediatesi in città risale al XV secolo quando, proprio dalla vicina Francia, arrivarono le prime ondate di ebrei che nel corso della storia si sono integrati perfettamente nel contesto socio-culturale piemontese, a tal punto che nel 1884 la comunità israelitica decise di edificare il proprio tempo, ricostruito nel 1949 a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Una nota triste è rappresentata dalle targhette in ottone sotto i portici di Via Po: riportano i nomi delle famiglie deportate nei campi di concentramento negli anni Quaranta del secolo scorso mai più rincasate.
A risollevare lo spirito, soprattutto degli sportivi, ci pensano lo Juventus Stadium e il J-Museum, imperdibili tappe in questo tour torinese per tutti i fan calcistici. Inaugurato nel 2011, ad oggi è il sesto stadio più grande in Italia con una capienza di 41.000 posti, nonché simbolo dell’architettura contemporanea cittadina. All’interno del J-Museum non solo si trovano cimeli e informazioni concernenti la squadra torinese della Juventus, bensì anche coppe della storia del calcio a livello nazionale e internazionale; il museo, non a caso, è il più visitato in tutta Italia nel genere sportivo.

A spasso per le Langhe tra vigneti e borghi antichi

Un tipico paesaggio estivo nelle Langhe, Piemonte.

Un tipico paesaggio estivo nelle Langhe, Piemonte. Foto di iStock

A cavallo tra le province di Asti e Cuneo e tra le Alpi e il Mar Mediterraneo si estende l’ennesimo Patrimonio dell’Umanità riconosciuto in Italia dall’UNESCO: la regione delle Langhe.
Le cosiddette colline in dialetto piemontese sono un angolo del Piemonte tutto da scoprire; costellate da antichi borghi medievali, offrono un’esperienza sensoriale a 360 gradi ai visitatori dettata dal piacere del gusto per i suoi prodotti alimentari, dal piacere della vista per gli infiniti paesaggi mozzafiato, dal piacere dell’udito per i dolci suoni di una natura ancora integra, dal piacere del (con)tatto umano della popolazione locale e dal piacere dell’olfatto di odori e profumi di frutti appena colti.
Celebrata e sfondo di diversi romanzi di rinomati autori della letteratura italiana, tra i quali Cesare Pavese in La luna e i falò, la regione delle Langhe è un dolce saliscendi di colline ricoperte prevalentemente da vigneti e sinonimo in tutto il mondo di prodotti alimentari d’eccellenza, quali vino, nocciola, formaggio e tartufo. Sulle vette sorgono antichi siti risalenti ai tempi del Medioevo caratterizzati da castelli, mura e torri rigorosamente in pietra. L’enogastronomia è uno dei punti cardine della zona e non è un caso che proprio a Pollenzo sia stata istituita nel 2004 la prima Università degli Studi di Scienze Gastronomiche a livello internazionale grazie all’associazione Slow Food, in collaborazione con le regioni Piemonte ed Emilia-Romagna. La natura regna qui sovrana e le Langhe sono il paradiso di chiunque ami stare a contatto con il verde; i percorsi da intraprendere a piedi, in bicicletta o romanticamente in vespa sono suggestivi e vanno di pari passo con quelli dei principali vini locali.

Benvenuti ad Alba

Un cesto ricco di tipici tartufi di Alba

Un cesto ricco di tipici tartufi di Alba. Foto di iStock

Capitale della regione Langhe e anticamente città-stato medievale, Alba spicca per le sue oltre cento torri. I vigneti la circondano e ogni stagione i diversi colori rendono il paesaggio e l’atmosfera ancora più fiabeschi e magici.
Il prelibato tartufo bianco di Alba, i dolci alla nocciole e altre succulente specialità piemontesi sono preparate tutti i giorni nelle migliori trattorie e i ristoranti della città, come ad esempio a La Piola nella centralissima Piazza Risorgimento, il cui menù si trova nella grande lavagna scritto ogni giorno con un bianco gessetto. Ogni fine settimana tra ottobre e novembre è organizzata nel Cortile della Maddalena la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, un’occasione speciale per conoscere, assaporare e acquistare questo speciale prodotto, nonché partecipare a presentazioni letterarie in ambito gastronomico e incontrare chef di calibro internazionale.

Benvenuti a Bra e Pollenzo

L'eleganza del ristorante Carpe Nocte Diem di Pollenzo

L’eleganza del ristorante Carpe Noctem et Diem di Pollenzo. Foto di cortesia del locale

Due piccoli centri cittadini che hanno visto sorgere due grandi istituzioni: l’associazione di Slow Food nel lontano 1986, sparsasi successivamente a macchia d’olio in tutto il globo ambendo alla promozione e al consumo di cibo sano e genuino, e il primo Centro Universitario dedito allo studio delle scienze in ambito enogastronomico. Un locale curato, con prezzi nella media ma piatti e ricette oltre ogni aspettativa, quali carpaccio di carne e mousse alla gianduia, vi aspettano al Carpe Noctem et Diem di Pollenzo, mentre a Bra un indirizzo prelibato è l’Osteria del Boccondivino, tempio della tradizionale cucina piemontese situato in un ameno cortile di una traversa del centro storico.

Benvenuti a Barolo

Barolo accerchiato dai vigneti.

Barolo accerchiato dai vigneti. Foto di iStock

Paesino universalmente riconosciuto per la produzione del suo vino, Barolo affonda le sue origini in questa terra da oltre quattro secoli. Un’esperienza unica è trascorrere del tempo all’interno delle sue antiche o moderne enoteche e cantine a bere, ça va sans dire, un bicchiere di squisito vino. Una visita la merita, oltre al Museo del Vino, l’Enoteca Regionale del Barolo, dove è anche possibile gustare alcuni assaggi e stuzzichini gastronomici tra tour e chiacchiere.

Benvenuti a Saluzzo

Un particolare degli interni della Taverna San Martino. Foto di cortesia del locale

Un particolare degli interni della Taverna San Martino. Foto di cortesia del locale

Intrisa di storia e avvolta dalla magia dei tempi del Medioevo, Saluzzo ha dato i natali a Silvio Pellico, autore del capolavoro Le mie prigioni vissuto a cavallo tra il XVIII e XIX secolo. Gioiellino anche per la sua tipica architettura dai tetti rossi, le sue stradine acciottolate conducono a meravigliose chiese un tempo appartenenti al Marchesato medioevale. Per completare l’esperienza a Saluzzo potrete recarvi alla Taverna San Martino, location ideale per piatti di qualità in un ambiente curato nei minimi dettagli.

Benvenuti a Neive

I vigneti che si estendono per le Langhe tra cui Neive

I vigneti che si estendono per le Langhe tra cui Neive. Foto di iStock

Classificato quale uno dei borghi più belli d’Italia, quello di Neive è a dir poco singolare poiché patria indiscussa di ben quattro vini: Dolcetto d’Alba, Barbaresco, Moscato e Barbera d’Alba. Il ritmo della vita è qui dettato dalla calma e il paese è perfetto per chi fosse alla ricerca di relax ed eccellente cucina. L’ora dell’aperitivo è un momento di riunione per molti, soprattutto un’ottima occasione per assaggiare i vari vini e il vasto assortimento di prelibatezze locali. Al Nido Della Cinciallegra è un ottimo indirizzo per tutto questo, e forse anche di più.

Benvenuti a Barbaresco

L'antica torre medievale di Barbaresco

L’antica torre medievale di Barbaresco. Foto di iStock

La sua torre raggiunge i trenta metri e rappresenta il simbolo della cittadina dominando sulla vallata sottostante, sul fiume Tanaro e sulle città sorelle tra cui Alba e Asti. Anch’esso Patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’UNESCO, barbaresco deve parte della sua meritatissima fama all’omonimo e autoctono vino, pronto da degustare in ogni escursione enogastronomica. La Chiesa di San Donato accoglie adesso anche i fedeli del nettare degli dei; si tratta di un’enoteca regionale nonché ambiente sopraffino per ammirare e assaporare i prodotti della vite.